dr.ssa med. Raffaella Carnevale

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Prima tra tutte la mia grande sorpresa quando ho constatato che a me – laureata solo…30 anni fa … – non era mai venuta l’idea che ci potessero essere tante diversità tra l’uomo e la donna.

Uomo e la donna sono uguali ?  Se sono diversi in cosa differiscono ?

Queste le domande che mi si sono affacciate alla mente.

 Storicamente “la medicina delle donne “ era confinata al campo ginecologico-riproduttivo, ma per quanto riguardava la diagnostica e la terapia siamo sempre state considerate un uomo “più piccolo…più’ leggero …” quindi con necessità un pò più’ piccole… solo ora si sta iniziando a parlare di medicina di genere.

Cosa significa medicina di genere ?

una medicina che considera la donna non “un uomo più’ piccolo”, ma un’entità diversa con diversità significative:

  • diversità anatomiche (le più’ evidenti)
  • diversità genetiche
  • diversità fisiologiche -siamo atte alla riproduzione -abbiamo ormoni diversi …
  • diversità metaboliche
  • diversità psicologiche

Una medicina che considera l’influenza del sesso (biologico) e del genere (accezione sociale) sulla fisiologia e la fisiopatologia e la clinica in tutte le malattie per poter giungere a decisioni terapeutiche basate sull’evidenza sia nell’uomo che nella donna. Solo recentemente si è iniziato a prendere seriamente in considerazione che la risposta clinica ad alcune terapie, storicamente calibrata sugli uomini (uomo bianco caucasico di 70 kg) si è visto non essere  propriamente adatta al genere femminile. Storicamente in passato, le sperimentazioni farmacologiche e cliniche ,sono sempre state condotte su uomini -con la corretta motivazione che necessitava  preservare l’organismo femminile deputato alla riproduzione- ma l’errore fu considerare l’organismo femminile semplicemente come  se fosse “un uomo più’ piccolo, più’ leggero ”.

Questi studi non riflettevano in maniera corretta sulle necessità terapeutiche del genere femminile che -come evidenziato da recenti studi- sono diversi e che ora la medicina di genere tende a evidenziare e personalizzare, garantendo l’appropriatezza terapeutica. L’essere uomo o donna condiziona sia l’insorgenza che il decorso che l’aspetto diagnostico, della malattia, cosi come condiziona  il trattamento, la cura e la riabilitazione. Diverse sono anche le manifestazioni sintomatologiche, il vissuto psicologico e la risposta globale al trattamento terapeutico che le donne hanno nei confronti della malattia rispetto al genere maschile.

La medicina di genere :

  • descrive le differenze anatomo fisiologiche a livello degli organi e sistemi tra uomo e donna
  • identifica le differenze fisiopatologiche delle malattie tra uomo e donna
  • descrive le manifestazioni cliniche diverse tra i due sessi
  • valuta l’efficacia diagnostica
  • valuta l’efficacia terapeutica e preventiva tra i due sessi ( l’uomo metabolizza i farmaci in modo diverso dal corpo femminile)
  • sviluppa protocolli di ricerca per trasferire le osservazioni nella pratica clinica

La pratica clinica deve tener pesantemente conto dell’influenza del sesso (biologico) e del genere (accezione sociale) (maschile e femminile ) perché questi includono in sé mille problematiche relate al vissuto corporeo della Persona e quindi come questa potrà e saprà e vorrà rispondere alle terapie proposte. Il/la  paziente di fronte al quale ci si pone è una Persona con la sua personale storia ,sia psicologica che fisica, con un corpo con il quale  questo essere umano ha vissuto , accompagnando la sua anima in giro per il mondo ,un corpo che le/gli ha donato un suo vissuto -vissuto corporeo- con le implicazioni più’ varie . Di tutto ciò è fondamentale per il terapeuta , nel mio caso specialista in Medicina fisica e riabilitazione , possa percepirne l’importanza ed approfondirne le implicazioni cliniche, mediante accurati approcci e percorsi diagnostico-terapeutici. La Medicina fisica e riabilitazione si occupa di problematiche relative alla limitazione dell’autonomia della Persona, in relazione al proprio ambiente fisico, familiare, lavorativo e sociale, trattando le disabilità causate dalle diverse affezioni patologiche e/o dal dolore , con competenze specifiche in ambito neuromuscolare, osteoarticolare, cognitivo-relazionale, biomeccanico-ergonomico e psicologico – che comportano deviazioni anatomiche o funzionali con conseguenti deficit e/o perdita di autonomia della persona,  coordinando nella realizzazione del progetto riabilitativo, più’ figure professionali, realizzando una sorta di regia ed avendo come obiettivo il massimo recupero delle funzioni e abilità della Persona, -è evidente quindi come  l’aspetto inerente all’attenzione verso la medicina di genere prima evidenziato ,si rivela essere fondamentale .